Cattura

In questo itinerario culturale della durata di due giorni vi porterò alla scoperta di luoghi fantastici e ricchi di storia: Altomonte, Rossano e Gerace.

GeraceQuesti borghi sono stati segnati dal passaggio degli Angioini in Calabria; questi nuovi dominatori arrivarono dalla Francia nell’area meridionale e portarono una serie di novità. Infatti Carlo I d’Angiò, dopo aver sconfitto gli Svevi con le battaglie di Benevento (1266) e di Tagliacozzo (1268), spostò la Capitale del Regno da Palermo a Napoli. La città Partenopea si trasformò in un laboratorio attivo per pittori, scultori e architetti, perché feudatari, Artisti e opere francesi, giunsero nel territorio e ne modificarono il contesto culturale, pur non operando una censura netta con la tradizione locale. Di conseguenza anche la Calabria, risentì della presenza di questi artisti francesi, che a loro volta furono influenzati dai maestri locali i quali, i maestri locali, nelle loro opere cercheranno di imitare i maestri d’oltralpe.

Inizieremo il nostro Tour partendo da Cosenza, città nominata nel 1500 “l’Atene della Calabria“e ci dirigeremo ad Altomonte, uno dei Borghi più Belli d’Italia e sede dell’Associazione “Città del Pane”Altomonte Altomonteera conosciuta dai Romani con il nome di Balbia rinomata per il pregiatissimo vino, il balbino. La visita del borgo partirà dalla Chiesa di San Francesco di Paola e dall’attiguo Municipio, e attraverso i vicoli del paese si raggiungerà Piazza Tommaso Campanella, circondata dalla preziosa Chiesa di Santa Maria della Consolazione, espressione dell’arte angioina in Calabria. La chiesa fu costruita nel posto dove sorgeva, per volere di Filippo Sangineto, conte di Altomonte e siniscalco di Provenza dal 1330-43, la chiesetta Normanna di Santa Maria de’ Franchi o Franchis. Filippo fu un personaggio importante, fece numerosi viaggi ad Avignone e secondo gli storici, il portale della Chiesa sarebbe stato scolpito da un lapicida francese. Altomonte portale della ChiesaFilippo fu inoltre committente di importanti opere che nessuno in Calabria aveva mai ordinato e che attualmente sono conservate nel Museo Civico, un tempo convento dei Padri Domenicani, che fu voluto dalla contessa Covella Ruffo di Sanseverino e costruito intorno alla metà del 1400. All’interno del museo si conservano importanti capolavori come il San Ladislao realizzato dal famoso pittore e miniatore senese Simone Martini, le due tavole di Bernardo Daddi, le due Lastre alabastrine della prima metà del XIV secolo importate dalla Francia, la Madonna delle Pere di Paolo di Ciacio e altre opere ancora.

Subito dopo la visita del centro storico il gruppo raggiungerà il pullman e si sposterà per il pranzo in un ristorante vicino; nel primo pomeriggio partirà per Rossano, la Ravenna del Sud“,“la perla bizantina della Calabriao “la Bizantina”.

Il sito di Rossano conobbe una frequentazione sin dall’età protostorica; lo attestano i reperti ritrovati in una necropoli rinvenuta in località Bucita. Dopo la fine dell’impero romano d’Occidente, fu uno dei centri religiosi bizantini più importanti della Calabria. Fu l’unica città del sud a resistere alle incursioni degli arabi (devastatori in Calabria) e a non essere mai conquistata dai saraceni della Sicilia.

Un centro militare sicFontana Fazziniuro che ospitò monaci e i più alti dignitari della corte di Bisanzio, come il governatore Niceforo Foca e lo stratego (il capo militare e civile) Basilio. Nel 951 Rossano divenne la capitale dei possedimenti bizantini in Italia e questo fu il momento di massima fortuna per la città.  Vi nacquero diversi papi e santi, tra cui San Nilo (910-1004) il riformatore dell’ordine monastico Italo-greco, fondatore di numerosi monasteri, come quello di Grottaferrata alle porte di Roma.

La visita del centro storico comincia da Piazza Santi Anargiri, adornata dalla statua di San Nilo, protettore della città. Circondata da palazzi nobili da qui si percorre una stradina per raggiungere Piazza Steri, in cui si trova la fontana di San Nilo realizzata dal più grande scultore del novecento, Pericle Fazzini.

RossanoDa qui si procederà verso la Cattedrale dedicata alla Vergine Achiropita, che sorge sul sito in cui esisteva un antico romitorio. Si visiterà prima la Chiesa e poi il Museo Diocesano e del Codex. La più importante opera d’arte è il “Codex Purpureus Rossanensis”, lo splendido Evangelario del VI secolo riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, portato in Calabria da monaci provenienti dall’Oriente.

È noto che la cattedrale esisteva già nel XII secolo, infatti nel 1193 fu visitata dal re Tancredi e poi fu ingrandita nel XIV per interesse del re Roberto d’Angiò, mentre la facciata è stata rimaneggiata dopo il terremoto del 1836. Sulla sinistra, vi è il campanileRossano con una cupola del XIV secolo, di colore verde e con oro, su cui è raffigurato San Cristoforo, opera del XIX secolo. L’originario ingresso principale noto in città come la “porta Piccola”si trova sul lato orientale dell’edificio.

La cattedrale all’interno si presenta a tre navate, più una aggiunta nel 1600, attraverso la quale si raggiungono quattro cappelle. L’impianto basilicale gotico è stato arricchito nei secoli da marmi. Secondo la storiografia, Roberto d’Angiò avrebbe elargito una consistente somma di denaro per l’ampliamento e la ricostruzione dell’ Episcopio e della cattedrale. I recenti restauri degli anni ’50 e gli scavi degli anni ’90 ci hanno rivelato che il rifacimento angioino, non è stato un semplice ampliamento dell’edificio più antico, di epoca normanna e bizantina, ma una vera e propria ricostruzione della chiesa Cattedrale.

Alla fine della giornata il gruppo rientrerà in Hotel a Cosenza.

La mattina seguente il gruppoGerace partirà dal Capoluogo dei Bruzi, alla scoperta della Locride e della “città di Gerace”. Il nome pare sia legato ad un leggendario sparviero, hiérax in greco, che avrebbe guidato i Locresi, inseguiti dagli Arabi, a rifugiarsi verso la rocca. Per la sua particolare posizione Gerace divenne ben presto un centro di importanza eccezionale nella Calabria Meridionale; la possibilità di controllare i traffici costieri, la sua particolare conformazione orografica che permetteva una naturale fortificazione, fece sì che divenisse oggetto di attenzione sia dell’Impero Romano che di quello Bizantino. 

La visita del borgo inizierà con un allegro trenino Portale Chiesa Geraceche ci condurrà vicino la Piazza delle Tre Chiese ed in particolare concentreremo la nostra attenzione sulla Chiesa di San Francesco d’Assisi, che presenta una pianta particolare a navata unica. Si accede da un grandioso portale a triplice archivolto decorato con losanghe ed elementi fitomorfi, presumibilmente legato a botteghe siciliane con influenze arabe.

Alcuni studiosi come la Bruzelius e Spanò, hanno trovato dei confronti a livello architettonico con alcune chiese di Napoli. A Gerace i francescani erano presenti già dal 1254 e, per vari problemi, questo edificio fu distrutto e ricostruito ex novo. Di questa chiesa esiste un Monumento Nicola ruffounico documento che parla della ricostruzione avvenuta per opera di Carlo II d’Angiò nell’anno 1294. Nonostante questo, lo studioso Spanò pensa che l’edificio sia stato completato dal successore, Roberto I d’Angiò, perché ha delle linee molto essenziali e lineari che ricorderebbero la Chiesa di Santa Chiara a Napoli, con un’unica navata e di fondazione francescana.
All’interno è custodito il sarcofago di Nicola Ruffo di Calabria, realizzato da maestranze provenienti da botteghe napoletane Altare Chiesa di S. Francescoattive presso la corte angioina. Degno di nota è il meraviglioso arco trionfale in marmo intarsiato, databile agli anni sessanta del Seicento e realizzato per volontà del frate Bonaventura Perna. L’altare è decorato con formelle realizzate con marmi provenienti dalla vicina cava di Prestarona, che riproducono sia elementi fitomorfi che forme zoomorfe e paesaggistiche.

Il gruppo pranzerà in un ristorantino tipico del Borgo e la visita guidata continuerà nel primo pomeriggio verso Piazza Tribòna (Tribuna) delimitata da un lato dalla Cattedrale, sorta in un periodo compreso fra l’XI e il XII secolo, probabilmenteCattedrale Gerace sui resti di una chiesa bizantina. La struttura è divisa in due parti distinte, una corrispondente alla cripta e l’altra alla Basilica vera e propria. All’esterno sembra essere una fortificazione, dalla quale fuoriescono due possenti absidi.

Dopo la visita del tesoro della Cattedrale, il gruppo raggiungerà il Castello, sorto sul punto più alto di Gerace e circondato da uno strapiombo naturale. Fortificato dai Normanni nell’XI secolo, fu modificato dai signori locali. Il gruppo alla fine della visita, in tarda serata, ritornerà a Cosenza.

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